…mpo! I viaggi nel te…

Galvanizzato dalla recente lettura del prossimo libro del club, “Lo specchio di Dio”, ho deciso di tediarvi un po’ con una relazione scientificamente accurata (e priva di spoiler riguardo al sopracitato libro) sui viaggi nel tempo.

Questo è un argomento, infatti, che ricorre molto spesso nella letteratura fantascientifica mondiale e che è stato spesso ripreso anche in fumetti, film, telefilm, cartoni animati, ecc…

Perciò chiunque di voi stia tentando di costruirsi una macchina del tempo in garage potrebbe trovare qualche spunto interessante in questo articolo per il completamento della sua opera.

(un chiarimento: io NON mi sto costruendo una macchina del tempo in garage!!! Quindi non entrate là dentro perchè non vi trovereste nulla di interessante!!! CAPITO???)

Cominciamo affrontando la questione dal punto di vista “scientifico”.

Cosa ne pensano, infatti, gli scienziati di tutto il mondo riguardo alla possibilità di spostarsi attraverso i secoli?

Una persona molto autorevole che ha trattato questo argomento è il celeberrimo Albert Einstein.

einstein72

Il capelluto scienziato sosteneva che il viaggio verso il passato non è attuabile da corpi dotati di massa positiva che si muovono a velocità inferiori a quella della luce (circa 300000 km al secondo!!!). Per loro, infatti, il tempo può solo scorrere in avanti.

Lo scorrere dei secondi si arresterebbe una volta raggiunta la velocità della luce: ciò significa che per i fotoni (le particelle di luce) il tempo non scorre. La prova? Avete mai visto un fotone vecchio? No? Allora probabilmente Einstein aveva ragione…

Infine, riuscendo a muoversi più veloce della luce si riuscirebbe a far scorrere il tempo al contrario e a tornare nel passato. Il fatto che per muovere un corpo dotato di massa positiva oltre la velocità della luce serva una energia infinita è un dettaglio non proprio insignificante… a meno che non siate Flash!

speed-force

(nota: nel fumetto il Velocista Scarlatto può effettivamente sfruttare la sua velocità per viaggiare nel tempo)

Comunque anche a noi povere e lente creature che sguazziamo nel “mondo infraluminale” è concesso di divertirci un po’ alterando il flusso del tempo.

Ragionando su quanto appena visto, infatti, si può dedurre che la velocità di avanzamento del tempo è legata alla velocità con cui ci muoviamo: più alta è la nostra velocità più lento sarà lo scorrere del tempo!

Questa affermazione può essere chiarita tramite il famoso “paradosso dei gemelli”: se prendessimo due gemelli e mandassimo uno dei due per diverse decine di anni nello spazio a bordo di una astronave che si muove il più velocemente possibile (ma comunque più lenta della luce), al suo ritorno potremmo notare che il gemello rimasto sulla Terra è invecchiato molto di più. Per il celere gemello astronauta, infatti, è trascorso molto meno tempo di quello che è passato per noi!

gemelli

Ovviamente il rallentamento del tempo diventa rilevante solo per velocità MOLTO ALTE, il più vicine possibile a quella della luce (sempre quegli stramaledetti 300000 km al secondo!!!) perciò evitate di mettervi a correre per casa per invecchiare più lentamente: al massimo potreste guadagnare qualche miliardesimo di miliardesimo di miliardesimo di secondo rispetto ai vostri gemelli sedentari…

Infine, se proprio vi siete rassegnati alla impossibilità di raggiungere queste velocità, sappiate che un altro modo per rallentare il flusso del tempo è di portarsi in una zona con forze di gravità ELEVATISSIME, per esempio nei pressi di un buco nero (casomai aveste dei dubbi su dove passare il prossimo week-end).

Anche in questi luoghi, infatti, potreste beneficiare dei terapeutici effetti del rallentamento temporale: la gravità folle del buco nero vi ridurrà a una frittatina di atomi in pochi istanti ma in quegli ultimi attimi potreste consolarvi pensando che sulla Terra, nel frattempo, saranno già trascorse diverse decine di anni e che tutti i vostri amici avranno ormai i capelli grigi… quei vecchiacci!!!

black-hole

Comunque dimentichiamoci per un attimo di tutte queste elucubrazioni matematiche e facciamo finta di essere effettivamente riusciti a costruire una macchina del tempo.

Come accennavo all’inizio dell’articolo, numerosi autori di storie hanno già affrontato questa possibilità con approcci diversi ed evidenziando diverse problematiche che potrebbero insorgere in seguito dell’uso di questa apparecchiatura strabiliante.

Vediamone alcune:

1) paradosso di “coerenza”

Il primo e principale problema che nasce nei viaggi nel passato è il seguente: se, una volta tornato indietro nel tempo, agissi in qualche modo sull’epoca in cui sono giunto potrei cambiare il futuro?

La domanda sembra banale ma apre prospettive assai complesse.

In alcune storie la risposta a questa domanda è “NO! Il viaggio nel passato non può cambiare il futuro perchè ciò che farò dopo essere tornato indietro nel tempo è, in effetti, già accaduto”.

Vi sono vari esempi di storie in cui viene applicata questa interpretazione del fenomeno. Un esempio si trova nel libro (e relativo film) “Timeline” di Michael Crichton in cui (in estrema sintesi) alcuni archeologi tornano nel medioevo e, quando dopo varie peripezie riescono a fare ritorno nella propria epoca, si accorgono che alcuni dei reperti che stavano studiando prima della loro partenza erano in realtà stati creati da loro stessi durante il loro viaggio.

timetravel meme

Di fatto ciò che gli succede nel corso del libro era già successo e quindi doveva per forza accadere.

Questa interpretazione del fenomeno è presente anche nella famosa saga per ragazzi di Harry Potter.

Nel terzo libro Harry e amici hanno a disposizione un oggetto magico chiamato “Giratempo” con cui riescono a tornare indietro nel tempo e aiutare i se stessi del passato ad uscire da alcune situazioni complicate. La trovata geniale è che ciò che fanno non modifica in alcun modo il passato perchè tutto ciò che fanno dopo il viaggio nel tempo era già accaduto (ed era quindi già stato descritto) prima che loro partissero.

Di conseguenza cade uno dei principali argomenti utilizzato per criticare la scrittrice: “Perchè Harry Potter & co. non usano più la Giratempo in nessuna altra occasione? Non potrebbero usarla per tornare nel passato ed uccidere Voldemort quando era ancora giovane e debole?”.

pottertime

Secondo me il discorso posto in questo modo non regge: per come è stata descritta, la Giratempo non permette di modificare alcun evento dopo che questo è già accaduto. Se anche Harry Potter decidesse, per esempio, di tornare nel passato per evitare che Voldemort uccida i suoi genitori sarebbe destinato a fallire in quanto quell’evento è già successo. Il che significa che o nessun viaggiatore temporale ha provato ad impedirlo o eventuali persone provenienti dal futuro per impedire quell’evento hanno fallito (o hanno addirittura contribuito a farlo accadere)…

Al massimo potrei concedervi il seguente uso della Giratempo: un mago in difficoltà (e in possesso del magico oggetto temporale) potrebbe prendere la decisione di usare la Giratempo il giorno dopo. Se tutto va bene in quel momento dovrebbe comparire il se stesso del futuro per aiutarlo.

solo e triste

Se a questo punto vi è venuto il mal di testa, consolatevi… non siete i soli.

Questa possibile interpretazione del fenomeno, però, apre la porta a possibili paradossi temporali.

Poniamo che io sia un viaggiatore del tempo che si appresta a tornare nel passato. In realtà ciò che farò è, come dicevamo prima, già accaduto. E, in questo caso, io ne sono anche a conoscenza grazie ad una videocassetta d’epoca che ho trovato ad un mercatino che mostra il me stesso del futuro partecipare ad un evento passato.

E se adesso, dopo aver intrapreso il viaggio temporale ed essere giunto nel passato, decidessi di comportarmi in modo diverso da ciò che era mostrato nel video? Che succederebbe? Interverrebbe qualcosa a impedirmelo? Sarei in qualche modo “costretto” da qualche concatenazione di eventi a comportarmi proprio in quel modo preciso identico?

Per levarsi da questo impiccio abbiamo una interpretazione diametralmente opposta, che risponde alla domanda di prima con un bel “Sì certo! Se cambi il passato anche il futuro muterà di conseguenza”.

Ne abbiamo un lampante esempio nella trilogia cinematografica “Ritorno al futuro” in cui Marty e Doc si trovano in più occasioni a riscrivere la storia dopo aver modificato (a volte accidentalmente) eventi passati e notano quindi enormi differenze una volta ritornati alla loro epoca.

Ritorno-al-futuro1

Anche in questo caso, però, potrebbero sorgere dei problemi di coerenza.

Cosa succederebbe se, una volta tornato nel passato, uccidessi un mio antenato? In teoria questo cambierebbe la storia e, nel nuovo futuro, io non dovrei esistere. Ma se non esisterò non tornerò nel passato a uccidere il mio antenato!

Caos…

Per risolvere l’ingarbugliata questione viene in nostro aiuto una terza interpretazione che alla domanda di prima risponde: “Certo, se modifichi il passato cambierai anche il futuro… della nuova linea temporale che hai appena creato!”.

Questa teoria presuppone, dunque, la presenza di infiniti Universi paralleli al nostro, o meglio di un Multiverso.

Perciò, in un caso come questo, se anche decideste di tornare nel passato per uccidere un vostro antenato (personalmente ve lo sconsiglio, ma fate voi…), dopo la sua morte non vi accadrebbe nulla ma, una volta tornati al futuro, scoprireste che la storia è avanzata in modo diverso, che la vostra famiglia non esiste e che nessuno vi riconosce perchè voi, in effetti, in questa nuova linea temporale non siete mai nati.

Voi siete la sola e unica cosa che rimane della vecchia linea temporale.

A questo punto potreste decidere di ritornare ancora nel passato per impedire a voi stessi di uccidere il vostro antenato e riportare la storia sui giusti binari…

linee

Altro mal di testa. Dannazione…

Un esempio di questa interpretazione lo troviamo nel manga “Dragonball” in cui il protagonista un giorno incontra un ragazzo che dice di provenire dal futuro. Questo viaggiatore racconta che presto il protagonista del fumetto si ammalerà di una rara malattia e morirà. Poco dopo, inoltre, la Terra verrà attaccata da esseri potentissimi che, dato che non ci sarà più il protagonista per fermarli, stermineranno gran parte della popolazione mondiale. Il viaggiatore temporale sarà uno dei pochi superstiti.

In seguito a queste rivelazioni il protagonista viene curato grazie a una speciale medicina che il viaggiatore ha portato dal futuro e riesce a contribuire a sconfiggere i nemici.

A questo punto, però, quando il viaggiatore si appresta a tornare nel futuro, viene spiegato che al suo ritorno a casa non troverà alcun cambiamento: il suo intervento nel passato ha creato una nuova linea temporale con un futuro felice ma la sua macchina del tempo lo riporterà nel suo triste futuro di partenza. Tiè!

Questa ultima parte, in realtà, non mi ha mai convinto particolarmente ma vabbè…

Sempre meglio, in ogni caso, di quello che succede nel film “Superman” dell’anno 1978 con Christopher Reeve.

supes reeve

Alla fine del film, infatti, Superman non riesce a impedire che l’amata Lois Lane muoia in un incidente perciò decide di rimediare prima che questo avvenimento abbia luogo. Subito vola nello spazio e comincia a volare attorno alla Terra in direzione da est a ovest a velocità elevatissima. Ben presto il pianeta smette di ruotare su se stesso e poi inizia addirittura a ruotare in verso opposto.

Per motivi noti solo agli sceneggiatori del film questo provoca anche un riavvolgimento del tempo (!?!?!) così che l’uomo d’acciaio possa andare a salvare la sua bella in tutta tranquillità.

La visione di questa scena ha provocato il più alto numero di suicidi di scienziati mai registrato perchè va bene che i viaggi del tempo non hanno senso e i tizi che volano vestiti con una tutina blu e le mutande rosse hanno ancora meno senso ma questa storia della rotazione terrestre invertita NON HA ASSOLUTISSIMAMENTE SENSO. Eccheccavolo!

Forse è meglio se Superman lascia che sia Flash a occuparsi di viaggi nel tempo…

2) paradosso di “conoscenza”

Un altro paradosso abbastanza famoso si genera se il viaggiatore temporale fornisce delle conoscenze future a gente del passato. Spesso in questi casi si può osservare che queste conoscenze si sono generate del nulla.

Esempio scemo: diciamo che io decida di tornare nel passato per incontrare il giovane Dante Alighieri e dettargli la “Divina Commedia” dicendogli di pubblicarla spacciandola per sua. A questo punto chi sarebbe l’ideatore del libro?

Dante? No, perchè ha ricevuto il testo da me.

Io, allora? Nemmeno. Io conosco il testo solo perchè ho letto quel libro nel futuro…

Un caso come questo è presente nella saga cinematografica “Terminator”. In questi film viene spiegato come nel futuro inizierà una tremenda guerra tra le macchine e gli umani, che verranno guidati da un tale John Connor. In ognuno dei film le macchine inviano nel passato un cyborg-killer (un Terminator, appunto) per uccidere il giovane Connor prima che diventi una minaccia per loro.

Tutti questi tentativi falliti generano una confusione temporale non indifferente… nonchè un discreto traffico di robot killer spazio-temporali.

here to kill ya

Nel secondo film, comunque, viene rivelato che nel futuro i Terminator verranno progettati partendo dai resti semi-distrutti del Terminator del primo film che erano stati trovati e nascosti per essere analizzati…

Dunque chi ha inventato i Terminator?

Dante!

Chiaro, no?

Per chi ne avesse bisogno, le aspirine sono nel secondo cassetto da sinistra…

3) paradosso fisico

L’ultimo caso che voglio analizzare è quello del paradosso fisico della esistenza contemporanea di più versioni della stessa persona. Infatti un viaggiatore del tempo potrebbe giungere in un istante in cui il se stesso del passato esisteva già e quindi potremmo incontrare due sue diverse versioni nello stesso momento.

In parte questo paradosso era già stato accennato in precedenza quando ho nominato “Harry Potter e il prigioniero di Azkaban” in cui il giovane mago torna nel passato per aiutare se stesso.

Comunque per chiarire meglio questo aspetto voglio utilizzare un altro esempio.

In realtà è inutile ma avevo voglia di giocare con “paint”…

Consideriamo di avere una stanza divisa in due da una parete insonorizzata. Dal nostro punto di osservazione possiamo vedere e sentire ciò che accade in entrambe le metà del locale mentre un eventuale occupante di una delle due non avvertirebbe nulla di ciò che succede nell’altra metà.

Ora mettiamo una persona nella metà di destra e lo colleghiamo ad una macchina del tempo che lo trasporterà indietro nel tempo di qualche secondo e lo sposterà anche nello spazio facendolo finire nella metà di sinistra della stanza.

Questa persona dovrà dire ad alta voce la frase “I viaggi nel tempo!” e la nostra macchina si attiverà automaticamente dopo che avrà iniziato a dirla ma prima che la termini.

Dal suo punto di vista, la nostra cavia non noterebbe nulla di strano (a parte quando tenterà di uscire dalla stanza e si accorgerà di essere nella metà di sinistra).

Dal nostro punto di vista, invece, la situazione si presenta come in figura:

mpoiviagginelte

La frase che sentiamo è “…mpo! I viaggi nel te…” e per alcuni attimi vediamo che entrambe le metà della stanza risultano effettivamente occupate dalla stessa persona.

E via con un altro mal di testa…

machine

 

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3 thoughts on “…mpo! I viaggi nel te…

  1. straordinario!! Ma lo è ancora di più il fatto che uno trovi la pazienza ed il tempo per mettere assieme una serie così ben documentata di folli prospettive. Degno di un filosofo più che di un ingegnere. Che si tratti di un ingegnere in filosofia? In attesa del prossimo testo illuminante ma armato di aspirine.

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