I coinci-libri: come sopravvivere alle attese nelle stazioni

A quanti non è mai capitato di dover prendere un treno e aspettare anche ore su una panchina della stazione? Che fare?libro-treno
In questo articolo voglio consigliarvi tre titoli che mi hanno permesso, nell’ultimo periodo, di sopravvivere anche alle attese più estenuanti.
Allora, cominciamo!
Se vi piacciono le storie d’amore, quelle che fanno sognare e nel caso in cui adoriate quelle coppie per cui si fa il tifo già dalle prime righe, allora “Se solo fosse vero” di Marc Levy è il vostro coinci-libro.
Duecentoquindici pagine di sogni che vedono lui, Arthur, appena giunto a San Francisco in un nuovo appartamento, e lei, Laureen, che invece è evanescente e testarda, ex inquilina della casa affittata da Arthur, in coma dopo un incidente d’auto. Consiglio vivamente di vedere anche il film, liberamente tratto dal libro, ma altrettanto bello. La scrittura è scorrevole e le vicende articolate, ma descritte con maestria da questo autore francese. Non ci sono punti morti e ogni dialogo è ricco di emozioni. Ha la capacità di far innamorare il lettore.
Se invece preferite le vicende di persone con storie travagliate e un passato tenuto nascosto per tanto tempo, vi consiglio il libro di Margaret Mazzantini, “Venuto al mondo”.
È abbastanza famoso, tornato in voga dopo l’uscita nelle sale cinematografiche dell’omonimo film di Sergio Castellito. Ambientato a metà tra Sarayevo e Roma, la narrazione è parallela tra passato (quello della coppia formata da Gemma e Diego) e presente (quello della stessa Gemma e del figlio Pietro). È un romanzo contemporaneo e attuale, che narra della storia di una guerra che ha lasciato ferite aperte, soprattutto nella mente e nel cuore di Gemma. Invitata dall’amico bosniaco Goyko, torna a Sarayevo in occasione di una mostra fotografica, dove sono esposte anche le immagini scattate da Diego. L’autrice spiega il susseguirsi di vicende che portano all’assenza del padre nella vita di Pietro. Alcuni punti sono effettivamente lenti, ma la franchezza e la bravura della scrittrice mantengono il lettore legato alle pagine.
Per ultimo, un libro che ha la capacità di rubare il cuore, per la semplicità e per l’empatia che si viene a creare col personaggio principale. Il suo titolo è: “Cento giorni di felicità” di Fausto Brizzi e narra la storia travagliata di Lucio Battistini, che, purtroppo, deve combattere contro “l’amico Fritz”, un cancro al fegato, che lo porterà a scelte drastiche nel tentativo di ritrovare la propria famiglia e la propria moglie. Un argomento purtroppo molto attuale, che descrive la realtà di migliaia di persone. Fausto Brizzi riesce a far comprendere lo stato d’animo e la reale frustrazione di chi, come Lucio, sa di avere i giorni contati. Un libro che colpisce per la sua profondità, ma che sa far emergere una vita piena di sorprese e la ricerca continua della felicità anche in un momento delicato come questo.
Forse un libro non potrà calmare il malumore causato da un treno in ritardo, ma potrà sicuramente far passare più velocemente gli interminabili minuti che ci dividono dal nostro prossimo viaggio.

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