In Fuga di Alice Munro

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Alice Munro è una scrittrice canadese, premio Nobel per la letteratura 2013. È stata nominata “maestra del racconto breve contemporaneo”.

Le sue shorts stories parlano della quotidianità, delle relazioni, della nostra umanità. Tutto è estremamente e drammaticamente realistico: nessuna complicazione narrativa, niente pathos, nessuna happy ending o effetti di suspence. La nostra vita è già di per sé, intrinsecamente, una storia. Non ha bisogno di essere rielaborata e romanzata.

Ho comprato questo libro durante una delle mie passeggiate in libreria.  C’è chi fa colazione da Tiffany e chi fa colazione immersa tra le quarte di copertina.

Ad avermi colpito non è stato solo il fatto che recentemente sia stata nominata una premio Nobel donna e io non ne fossi assolutamente a conoscenza (che ignoranza…), ma anche la recensione di uno scrittore italiano:

“Nonostante tutto, le ragazze fragili e intelligenti che hanno visto svanire i propri talenti, le signore cariche d’esperienze acuminate come lance mortali, sulle quali Alice Munro concentra l’attenzione, vogliono continuare a vivere. Questo ce le fa amare. La bellezza dei loro mondi interiori, ne siamo certi, è un fuoco che non smetterà mai di ardere e prosperare”.

Eraldo Affinati

Credo sia  l’unico modo per descrivere la trama di questa raccolta.

Ragazze in fuga, ma che alla fine, restano dove sono, non vanno da nessuna parte. Perché questa è la verità. Tutti noi sogniamo di scappare, ma il nostro mondo non sempre ce lo permette.

Alice Munro più che racconti ci dona stralci di vita. Come se spiassimo una di queste donne dalla finestra di casa nostra o sentissimo dei pettegolezzi da salon de thé a suo riguardo.  La lente della quotidianità si sofferma su esistenze semplici, normali. Donne o ragazze comuni, con i loro sogni, le loro angosce, le loro speranze. La lente si sofferma, ingrandisce alcuni particolari, passato e presente si intreccino inestricabilmente, le emozioni paralizzano la mente. Ricordi, amori, segreti, dubbi tornano improvvisamente a galla, come per prendere respiro dopo essere stati a lungo immersi nell’oscurità dell’inconscio. Ciascuna delle protagoniste dei racconti della Munro vorrebbe a suo modo scappare, fuggire. Ma non può. E quindi fa un doloroso compromesso con se stessa per, come sostiene Eraldo Affinati, continuare a vivere.

Non sono eroine. Nessuna di noi la è. Hanno i propri difetti, le proprie debolezze, non combattono ma si lasciano trasportare, a volte per inerzia, dal proprio destino. Vorrebbero andare controcorrente, ma alla fine ne sono travolte e per questo si lasciano trasportare. Fiduciose nel fatto che il tempo è il miglior farmaco contro tutti i dolori dell’esistenza.

Carla è prigioniera di un matrimonio precoce, fatto di silenzi e incomprensioni. Maury è una ragazza brillante che si lascia rapire da una passione fulminea e irresponsabile. Lauren è costretta a venire a patti con un mistero troppo a lungo sepolto nel passato della sua famiglia, imparerà sulla sua pelle che i segreti talvolta sono delle necessità. Robin farà i conti contro uno scherzo amaro del destino, la serendipità, ovvero la felicità imprevista e del tutto casuale e improvvisa, nella vita reale non sempre si realizza totalmente. Il libro si conclude con Nancy (a mio parere quest’ultima è la short stories più ambigua ed enigmatica), spettatrice ingombrante di una storia d’amore piena di ombre, pregiudizi e forse un pizzico di sovrannaturale.

La raccolta contiene anche tre racconti aventi la stessa protagonista, Juliet. Separati da lunghi vuoti temporali, si presentano come a se stanti. Eppure permettono di immedesimarsi in questa ragazza, moglie e madre, forte e fragile allo stesso tempo, anticonformista e abitudinaria, passionale e introversa, artefice della propria sorte e contemporaneamente remissiva.

Lo stile, apparentemente semplice, è in realtà simile ad un dipinto impressionista: privilegia l’aspetto emotivo, non si sofferma eccessivamente nella descrizione oggettiva, compone un quadro che riproduce solamente la realtà sensibile, esaltando l’attimo fuggente e rifiutando ogni costruzione ideale.

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One thought on “In Fuga di Alice Munro

  1. Bellissimo articolo! E scritto davvero bene! Potevi citare se volevi: il sottile velo di angoscia che traspare da tutte le storie! Ahahaha 😉

    A parte gli scherzi, consiglio a tutti questo libro perché le storie sono davvero strane e inusuali e scritte in modo superbo 🙂

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