Parliamo di… Thriller.

Sebbene mi rispecchi perfettamente nel nostro articolo “Le 12 Fatiche di Una Fan di Jane Austen” vivendole tutte nella mia quotidianità, sebbene non riesca proprio a guardare tutto un horror senza abbassare il volume  o cercare ossessivamente-compulsivamente il cellulare nella borsetta nel punto clou, come se dovessi chiamarla io la polizia (perché negli horror non chiamano mai la polizia? perché?), sebbene la mia cultura a riguardo sia ancora in divenire, ho deciso di parlare di un genere poco trattato dal club che invece consiglio spassionatamente (e di cui poi manca ancora una recensione ufficiale): il thriller.

Thriller. Thriller vuol dire “paura”. Più precisamente “qualcosa che fa rabbrividire”. Ma è ben differente dal suo collega, l’Horror. Un Thriller non ha bisogno di mostri, demoni, fantasmi, scene splatter, sangue a fontane e parti del corpo che svolazzano qua e là. Al massimo in un Thriller si spegne la luce.

E vi assicuro: basta e avanza.

Un Thriller è basato su un misto di suspence e tensione. Derivato dal genere giallo e poliziesco, di solito tratta di un mistero che riemerge dagli abissi nelle prime tre pagine. Quando sei ancora in libreria e stai pensando se prendere quel libro o no. Da lì è un climax: va sempre peggio. Disdite ogni appuntamento, trasportatevi il libro in borsetta per poterlo aprire febbrilmente dal dentista, in treno, a lezione (dai, chi non lo fa?), nelle pause a lavoro. O restate svegli tutta notte. Ma il Thriller non ti abbandona, lo leggi d’un fiato, aspettando un happy ending che appare sempre più irraggiungibile. E quando lo finisci rimani paralizzato cinque/dieci minuti, ringraziando Dio sottovoce perché ci sono persone che hanno molta, ma molta più sfiga di noi.

Insomma, il Thriller non tiene l’attenzione, la ruba.

E’ un genere che comprende la fiction, la cultura cinematografica, oltre che la letteratura.

Hitchcock ve lo devo proprio citare, per farvi un esempio.

Alfred-Hitchcock

Il Thriller, sebbene derivando dal giallo  abbia sempre, diciamo, un “crimine” e un colpevole,  può suddividersi in più categorie, avere più sfumature e inoltre non è costretto a seguire la trama classica, può focalizzarsi sulle indagini della polizia, sull’aspetto psicologico, sui poveri casuali malcapitati che si prefiggono l’obiettivo di risolvere (ad ogni costo) un mistero.

In questo campo, non c’è storia: gli scandinavi sono i migliori. Sarà il clima rigido, le lunghissime notti e le giornate bigie, sarà per il loro carattere introverso e riservato, per le piccole cittadine silenziose e omertose, sarà anche mettiamo l’alcol che riscalda a temperature glaciali, il fatto che la polizia in media intervenga dopo due ore causa fiordi e relativi traghetti, ma i loro racconti ti fanno sudare freddo, ti gelano il sangue nelle vene, a volte ti traumatizzano.

Grande autore a mio parere è Jo Nesbø, scrittore ma anche musicista, sceneggiatore e attore norvegese (appunto). L’ho scoperto grazie a “L’Uomo di Neve” (Snømannen, 2007). Romanzo non primo della serie del povero investigatore Harry Hole, che conquista più serial killer che donne e che ti fa oggettivamente passare la voglia di visitare Oslo. Di un Thriller non si può raccontare la trama senza spoilerare. E io odio gli spoiler. L’Uomo di Neve sostanzialmente parla di un sadico assassino seriale. Molto, troppo vicino ai protagonisti. L’assassino della porta accanto, insomma.

l-uomo-di-neve-jo-nesbo

In generale consiglio tutta la serie e anche i romanzi a parte (soprattutto “Il Confessore” e “Sangue e Neve”). E anche il film, Headhunters (intanto che ci siamo!).

svezia_3t3kd.T0

“Il Senso di Smilla per la Neve”, della danese Frøken (Smillas fornemmelse for Sne, 1992), “L’Ipnotista” (Hypnotisören, 2009) degli svedesi (marito e moglie) Kepler Lars e la serie “Uomini che Odiano le Donne” (Män Som hHatar Kvinnor, 2005) dello scrittore e giornalista svedese Stieg Larsson sono altre opere che confermano la mia teoria: il clima nordico e le notti che durano sei mesi l’anno, conferiscono una particolare personalità bipolare o borderline che meriterebbe un’attenta psicoterapia di massa (n.d.r. mia deviazione da futura psicologa).

PicMonkey Collage

Una serie tv che amo alla follia e non riesco a non citare è The Killing (Forbrydelsen), ambientata in Danimarca, girata da Søren Sveistrup. La protagonista, Sarah Lund, col suo tipico maglione delle isole Fær Øer, è un’infallibile e intuitiva poliziotta stacanovista che investiga sull’omicidio di una ragazzina, scontrandosi contro una famiglia apparentemente perfetta, ex-fidanzati ed ex-amiche dalla coscienza sporca e anche il mondo della politica nella sua interezza. Sarah non esita ad entrare da sola in un edificio abbandonato e ghiacciato, nel cuore della notte, senza pistola, semplicemente perché potrebbe essersi nascosto lì, il suo assassin.

Sarah-Lund-in-The-Killing-007

Ma anche noi in Italia non siamo inferiori!

“Io Uccido” (2002), primo romanzo di Giorgio Faletti, rimane uno dei thriller più agghiaccianti (oltre che meglio scritti) che io abbia mai letto! Ambientato nell’insolita località di Monaco (dove penseresti possano circolare solo tanti soldi, yacht e flûtes di champagne, non serial killer psicopatici bramosi di vendetta), la polizia e l’FBI tentano in ogni modo di frenare una scia di cruenti omicidi che coinvolge soprattutto personalità di rilievo. L’assassino intanto si diverte a fare scherzi telefonici a Radio Monte Carlo parlando un po’ di sé e dei suoi hobbies:

“Anche in questo siamo uguali.

L’unica cosa che ci fa differenti è che tu, quando hai finito di parlare con loro, hai la possibilità di sentirti stanco.

Puoi andare a casa e spegnere la tua mente e ogni sua malattia.

Io no.

Io di notte non posso dormire, perché il mio male non riposa mai.”

“E allora tu che cosa fai, di notte, per curare il tuo male?”

“Io uccido”

io-uccido

Altro grande romanzo che consiglio è “Il Suggeritore” (2009) di Donato Carrisi.

Carrisi_il-suggeritore_emb4

Non ho apprezzato altrettanto le altre sue opere (a differenza di molti degli altri autori citati). Ma questo romanzo è…assurdo. Arrivata al finale non dormii per tutta la notte, come quella volta che a tredici anni guardai The Ring in seconda serata. E come ci dice il nostro autore durante un’intervista per la sua casa editrice, Longanesi: “secondo le statistiche in questo preciso momento, intorno a voi, ci sono fra i due e i cinque individui pronti ad uccidervi. Sono come me e come voi, ciò che li spinge è un istinto ancestrale e recondito, nascosto in maniera più o meno latente nella natura di ognuno di noi: quello di uccidere”.

Insomma, contando che sto scrivendo questo articolo sola in casa…forse è meglio che non guardi sotto il letto.

Annunci

One thought on “Parliamo di… Thriller.

  1. Bellissimo articolo!!!
    Ne approfitto prontamente per citare un autore di thriller che adoro: Jeffery Deaver.
    Nei libri di Deaver vediamo solitamente in azione un serial killer più o meno psicopatico a cui la polizia tenta di dare la caccia per impedirgli di fare altre vittime. La trama è talmente infarcita di colpi di scena, inseguimenti rocamboleschi e intuizioni geniali dell’ultimo secondo che è quasi impossibile annoiarsi.
    Il personaggio più famoso di Deaver è il detective paraplegico Lincoln Rhyme, che fa la sua prima apparizione nel libro “Il collezionista di ossa” (da cui è anche stato tratto l’omonimo film con Denzel Washington e Angelina Jolie) ma che è poi protagonista di una lunga serie di romanzi (tutti consigliatissimi). Le storie con Rhyme sono principalmente incentrate sull’aspetto più scientifico della caccia ai criminali, mettendo in evidenza l’esame della scena del crimine e l’analisi di polveri, fibre o altre tracce in essa rinvenute… in stile C.S.I. per capirci.
    Un altro romanzo di Deaver che vorrei consigliare dopo aver letto questo articolo, però, è il thriller psicologico “La figlia sbagliata”. Si tratta di un romanzo a sè stante che non fa parte di alcuna serie quindi è ottimo per iniziare a conoscere questo autore geniale.
    Brividi assicurati! Provare per credere…

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...